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Montepaschi ora viene il difficile

Scheda d'archivio. Pagina pubblicata su questo dominio quando ospitava il sito della società di Siena. La riportiamo come documento: orari, prezzi e informazioni pratiche non sono più validi e «Fuori dall'Arco» non vende biglietti né abbonamenti.

Montepaschi, ora viene il… difficile


12 ottobre 2013  Rassegna Stampa

La Nazione

INEBRIATI da una Supercoppa che ha il peso specifico di uno scudetto. Rapiti da un’avventura di Euroleague difficile e quindi affascinante, complessa e quindi motivante. Assuefatti non alle vittorie ma al cammino che crea il presupposto per
poter giocare una finale. Questa è la Mens Sana Basket. La squadra che ha vinto ventuno titoli in undici anni. Di
cui soltanto uno senza alzare niente. Era la stagione 2005/2006, l’ultima di Carlo Recalcati sulla panchina, quella prima dell’era Pianigiani, quella della forte contestazione dei tifosi alla squadra dopo la partita di Udine, quella in cui Shaun Stonerook espose le sue ragioni prima di essere eletto a Capitano: il capitano più rappresentativo del nuovo millennio.
Ricordi, viaggi, escursioni nel passato. Tutto bello, tutto bellissimo. Ma Chi vuole vincere pensa solo al presente. E anche al futuro se il futuro in questione ha un’ampiezza circoscritta alle 48 ore. Quelle che dividono la Montepaschi dall’ultimo esordio casalingo. Perché dalla prossima stagione sulle maglie ci sarà probabilmente un altro sponsor. E’ una nuova avventura che inizia con presupposti straordinari ma che deve immediatamente slacciarsi da quelle che possono diventare derive pericolose. Come l’entusiasmo per una vittoria contro una Varese competitiva ma obiettivamente lontana dai livelli che presenterà l’Euroleague. Ecco, ci siamo persi ancora una volta. Perché il pensiero va sempre lì. E invece
dovrebbe, anzi deve, andare verso il campionato. Forse la frequenza di festeggiamenti ha ridotto le distanze. Perché chi non vince da tempo immemore - quantificato in termini di decenni – comprende e assorbe lo sforzo dell’attesa. Chi lo fa da undici anni - tranne uno – probabilmente è più impaziente. Cremona arriva oggi a Siena. E domani si giocherà la sua partita confidando anche in una Mens Sana scarica dal punto di vista mentale. Non dovrà succedere. Perché ci sono quattro partite in
casa nelle prime sei e tra un mese e mezzo la Mens Sana dovrà essere quantomeno tra le prime tre in classifica. E’ un obiettivo teorico, anche difficile da tradurre in numeri. Ma ci siamo intesi. E allora che sia una buona partenza, come è stata la Supercoppa, con molti che hanno vinto il primo trofeo della loro carriera. Adesso, però, comincia il difficile.
f.c.
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