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Coppe europee

Coppe europee di pallacanestro: tre leghe, due sistemi

Il basket europeo per club è una questione di due sistemi paralleli, non di uno solo. Quando un club dice che la prossima stagione "giocherà in Europa", i lettori devono capire che può riferirsi a una qualsiasi di tre competizioni diverse, tutte con regole d'accesso distinte.

Redazione «Fuori dall'Arco»7 settembre 2026Rubrica: Coppe europee
Enerxenia Arena, Varese
Nella foto: Enerxenia Arena, Varese · Foto di Andrea Filippi · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Due sistemi, non un'unica scala

Il colosso della pallacanestro europea, l'EuroLeague, non è una semplice piramide aperta. È controllata nell'ambito della società Euroleague Basketball, insieme all'EuroCup come secondo livello. Resta poi un'altra competizione parallela, la Basketball Champions League (BCL), gestita direttamente sotto l'egida della FIBA, la federazione mondiale di pallacanestro.

Questa spaccatura non riguarda soltanto il branding o l'accesso agli spettatori. È un dibattito su chi può competere, su come si accede e su quali diritti e flussi di denaro spettino ai club in ciascun sistema. In sostanza, si tratta di capire se sia un percorso aperto e inclusivo per tutti i campioni nazionali, o una scala di proprietà dei club con un tetto in cima.

EuroLeague: il massimo livello e chi vi accede

L'EuroLeague è il tavolo principale. Al momento è una lega a 20 squadre, con una fase a gironi all'italiana, la qualificazione diretta ai playoff per le prime sei e un passaggio ai play-in per le posizioni dalla 7 alla 10. Nel complesso, un format a eliminazione in stile statunitense.

Quindi come si entra? Non si tratta di squadre che vincono i rispettivi campionati nazionali e poi salgono club dopo club. Perfino la maggior parte dei campioni nazionali deve mettersi alla prova in turni di qualificazione separati. L'accesso effettivo è determinato per lo più dalla licenza B del club, assegnata a passati partecipanti all'EuroLeague, a campioni qualificati a livello nazionale e alle migliori escluse delle qualificazioni .

EuroCup: la competizione ponte

Poi c'è l'EuroCup, all'interno dello stesso sistema. Le prime sei di ogni girone della stagione regolare si affrontano nei quarti di finale, mentre le altre quattro disputano gli ottavi. Chi vince accede alle Four.

Quindi qual è il compito quotidiano per una squadra di EuroCup? Principalmente, un tentativo arduo di qualificarsi all'EuroLeague come vincitori del girone, e una seconda via d'accesso all'EuroLeague, di norma arrivando in cima al sistema.

Basketball Champions League: la via parallela della FIBA

Nel frattempo, del tutto separata, c'è anche la Basketball Champions League, o BCL. Questo è il tentativo della FIBA di creare una competizione europea diretta e unificata con i campioni nazionali. In tutto, 24 squadre competono in due tornei di Turni di Qualificazione, divise in 4 fasce, affinché 2 avanzino alla Stagione Regolare.

Il montepremi è decisamente inferiore rispetto al massimo livello professionistico. Ma il percorso di qualificazione offre un'opportunità a più club provenienti da paesi privi di superleghe.

Soldi e potere contrattuale

Poi ci sono i soldi. La BCL della FIBA è stata lanciata. Questo racconta una storia di adesioni che vanno dalle wild card per i campioni nazionali fino ai pesi massimi sul campo, come l'ecosistema di competizioni gestito dalla FIBA. Sul fronte economico, avevano un budget di 4,5 milioni di dollari (4,5 milioni di euro) al lancio, pagando alla vincente 500.000 dollari (500.000 euro) e a ogni squadra un minimo garantito . Al contrario, i club di Euroleague Basketball fanno affari insieme. Ciò dà loro il potere contrattuale per rifiutare l'affiliazione alla FIBA, e un vertice commerciale che ridimensiona la BCL . Ma sul fronte della trasparenza, non pubblicano alcuna distribuzione dei premi ai massimi livelli .

Cosa significa “giocare in Europa” per i club italiani

Per i club italiani, “giocare in Europa” può significare una qualsiasi delle tre opzioni. Per arrivare all'EuroLeague, bisogna convincere la proprietà a pagare le quote di adesione, qualificarsi per una licenza B e vincere i tornei di qualificazione. Quei club hanno un tesoretto da investire, soprattutto le città più grandi che partono con una licenza B.

Ma arrivare all'EuroCup è più difficile. Significa fare meglio dei tornei di qualificazione, e poi vincere i turni di qualificazione contando unicamente sulla forza del club. È particolarmente dura per le piccole realtà cittadine che non possono fare grandi investimenti. E accedere alla BCL dipende ancora una volta dalle wild card gratuite della FIBA. Il che la rende una via più debole verso la gloria europea.

Poi c'è ciò che “giocare in Europa” significa effettivamente nella pratica. Soprattutto per i club della BCL, non si tratta solo di “qualche altra squadra con cui competere”. Significa lasciare la FIBA per entrare in Europa in un sistema diverso, allineando calendari e partite.

Quindi “giocare in Europa” non è più una singola destinazione. È una fetta di torta diversa, con diversi varchi d'accesso, compagni di viaggio diversi e una governance diversa.

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