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Cultura del gioco

La linea da tre punti: come un solo arco ha ridisegnato la pallacanestro

La linea da tre punti è da tempo un elemento centrale della pallacanestro, ma la distanza di questo arco varia a seconda delle diverse leghe, creando dinamiche strategiche uniche in ciascuna di esse. Mentre la linea da tre punti dell'NBA si estende per 23 piedi e 9 pollici (7,24 m) dal centro del canestro, con una distanza minima di 22 piedi (6,71 m) negli angoli, le regole FIBA stabiliscono una distanza uniforme di 6,75 metri (22,15 piedi). Questa differenza di oltre un piede significa che lo stesso tiro può avere un valore diverso per giocatori diversi a seconda della lega in cui giocano.

Redazione «Fuori dall'Arco»7 settembre 2026Rubrica: Cultura del gioco
Samuel Bennerson Playground td (2019-06-18) 015 - Basketball Courts
Nella foto: Samuel Bennerson Playground td (2019-06-18) 015 - Basketball Courts · Foto di Tdorante10 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Un arco, giochi diversi

La linea da tre punti non è una misura universale. Varia a seconda dell'organo di governo, creando spazi e distribuzioni di valore del tiro diversi sui vari campi da gioco. Nell'NBA, la linea da tre punti si estende per 23 piedi e 9 pollici dal centro del canestro, con la distanza che scende a un minimo di 22 piedi negli angoli dove la linea corre parallela alle linee laterali.[12] Al contrario, le competizioni FIBA, WNBA e NCAA aderiscono tutte a una linea da tre punti fissata a 6,75 metri (22 piedi e 1,75 pollici) dal centro del canestro, con la distanza internazionale che scende fino a circa 6,60 metri (21,65 piedi) negli angoli.[1][15]

Questa disparità implica che un tiro preso da una posizione analoga sul campo potrebbe valere tre punti in un campionato e due punti in un altro. La linea da tre punti della FIBA è costantemente più vicina al canestro rispetto alla controparte NBA di oltre un piede e mezzo, determinando un vantaggio evidente all'interno delle competizioni FIBA.[13]

L'esperimento della FIBA del 1984

Sebbene la linea da tre punti sia diventata un tratto distintivo del basket moderno, è un'aggiunta relativamente recente al regolamento di questo sport. La FIBA ha introdotto per la prima volta la linea da tre punti nel 1984, fissandola a una distanza di 6,25 metri (20 piedi e 6 pollici) dal canestro.[1][11][14] Questa decisione faceva parte di un tentativo deliberato di allontanare il gioco dal canestro, incoraggiando uno stile di gioco maggiormente orientato agli spazi.

Secondo una sintesi in lingua tedesca della storia del regolamento, la linea da tre punti è stata aggiunta alle regole FIBA nel 1984 a una distanza di 6,25 metri "um das Spiel weiter vom Korb weg zu bewegen" (per allontanare ulteriormente il gioco dal canestro).[11] Anche una panoramica francese rileva come la FIBA abbia introdotto la linea da tre punti nel 1984 con una distanza uniforme di 6,25 metri, con l'obiettivo di ridefinire il panorama strategico della partita.[14][2]

Da esperimento a regola olimpica

L'adozione della linea da tre punti non è stata priva di polemiche, ma la sua ampia accettazione è stata consolidata dal suo debutto olimpico ai Giochi di Seul del 1988. Ciò ha segnato una pietra miliare significativa per la regola, passata da una fase sperimentale nelle competizioni FIBA a parte integrante dello standard globale per il gioco internazionale.[4]

Quando la linea da tre punti apparve alle Olimpiadi nel 1988, era già in vigore nel regolamento FIBA dal 1984 a una distanza di 6,25 metri. Questa distanza uniforme era diventata un tratto distintivo delle competizioni internazionali, a testimonianza della continua evoluzione e del perfezionamento della norma.[1][11]

La FIBA arretra l'arco (2008–2010)

Nel 2008, la FIBA ha apportato una modifica significativa alla linea da tre punti, estendendola da 6,25 metri a 6,75 metri, una decisione entrata in vigore il 1° ottobre 2010. Questo adeguamento, approvato dal FIBA Central Board, faceva parte di una serie più ampia di "cambiamenti storici alle regole" volti ad alterare le dinamiche del gioco.[5]

Il sito dell'ACB (la lega spagnola ACB) ha riportato che la linea da tre punti, introdotta inizialmente nel 1984, sarebbe stata arretrata di mezzo metro fino a 6,75 metri a partire dal 2010, esplicitamente per "encarecer la canasta de tres puntos" (rendere più difficile il canestro da tre punti).[8] Anche una sintesi tedesca della storia della regola prende atto del cambiamento, affermando che la distanza FIBA è stata di 6,25 metri dal 1984 al 2010, e che ora è di 6,75 metri.[11] Allo stesso modo, una panoramica francese afferma che la distanza è stata arretrata a 6,75 metri nel 2010, aggiungendo un ulteriore livello di difficoltà al tiro da tre punti.[14]

L'arco NBA: più lungo, sbilanciato verso gli angoli

A differenza della linea uniforme da tre punti della FIBA, l'arco dell'NBA presenta una geometria più complessa. La linea dei tre punti dell'NBA è fissata a una distanza di 23 piedi e 9 pollici (7,24 metri) dal centro del canestro, ma questa distanza si riduce a un minimo di 22 piedi (6,71 metri) negli angoli, dove la linea corre parallela a ciascuna linea laterale.[12]

Questo assetto crea una peculiare distribuzione dei tiri all'interno dell'NBA, con le distanze ridotte dagli angoli che offrono maggiori opportunità di segnare da quelle zone. L'arco più lungo e gli angoli più corti dell'NBA hanno influenzato la selezione dei tiri, incoraggiando i giocatori a tentare più conclusioni da tre punti dalle ali e dagli angoli.[2][2][11]

Perché lo stesso tiro sembra diverso

Le differenze nella distanza della linea da tre punti tra le competizioni NBA e FIBA hanno un impatto tangibile sul gioco. Nella FIBA, una linea da tre punti uniforme e costantemente più vicina a canestro ha generato una distribuzione del valore dei tiri differente rispetto all'NBA. Questa distanza più ravvicinata fa sì che i giocatori FIBA abbiano un numero maggiore di opportunità per segnare da oltre l'arco, influenzando la loro selezione di tiro e la strategia complessiva.[8][13]

La decisione ponderata della FIBA di arretrare la linea da tre punti nel 2010, da 6,25 metri a 6,75 metri, mirava a rendere il tiro più difficile da realizzare e ad allontanare il gioco dall'affidarsi esclusivamente al tiro da tre punti. Questo cambiamento ha avuto un impatto significativo sull'equilibrio delle marcature nelle competizioni internazionali.[5][8]

Nel frattempo, l'arco più lungo e gli angoli più corti dell'NBA creano una distribuzione dei tiri unica, che favorisce alcune zone del campo rispetto ad altre. I giocatori dell'NBA sono incoraggiati a tirare maggiormente dalle ali e dagli angoli, aree in cui la linea da tre punti è più vicina al canestro. Ciò ha portato a un aumento del numero di tentativi da tre punti da queste zone, influenzando l'evoluzione generale del gioco.[2][11][13]

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