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La Lega Basket Serie A approva modifiche alle quote per giocatori cresciuti in Italia e alla tassa sul lusso per valorizzare i talenti italiani

04 novembre 2026

La Lega Basket Serie A sta valutando una profonda revisione delle regole sui roster, con importanti implicazioni per lo sviluppo del talento cestistico italiano. I cambiamenti proposti, guidati dall'esecutivo della lega Maurizio Gherardini, introdurrebbero un sistema uniforme 6+6 per tutte le squadre e perfezionerebbero l'attuale meccanismo della tassa sul lusso. La modifica, che potrebbe entrare in vigore già dalla stagione 2025-26, mira a semplificare la gestione dei roster reinvestendo nello sviluppo dei giocatori cresciuti nel vivaio italiano.

Con l'attuale sistema, introdotto nel 2018, le squadre della LBA possono scegliere tra una configurazione di roster 5+5 e una 6+6. La struttura 5+5 consente cinque giocatori di formazione italiana e cinque di formazione non italiana, mentre l'impostazione 6+6 aumenta le quote a sei per ciascuna categoria, con una tassa sul lusso di 40.000 euro a stagione per i posti aggiuntivi riservati a giocatori non italiani. È importante sottolineare che queste quote si basano sulla formazione del giocatore, non sulla sua nazionalità.

La spinta verso i cambiamenti proposti ha un duplice obiettivo: semplificare le regole sui roster e aumentare il numero di giocatori italiani in campionato. Attualmente, solo Varese e Cremona hanno optato per la configurazione 5+5 per la prossima stagione 2024-25, mentre le restanti squadre LBA hanno scelto il 6+6. Lo scorso ottobre erano emerse notizie secondo cui il Varese stava valutando un passaggio al 6+6 a metà stagione, con un costo di 40.000 euro.

Gherardini sta sostenendo un sistema uniforme 6+6, che eliminerebbe l'attuale scelta tra le due configurazioni. La riforma proposta includerebbe anche un limite di due giocatori formati nei vivai ma non eleggibili per la nazionale.

La tassa sul lusso, attualmente fissata a 40.000 euro per ogni giocatore non italiano oltre i primi cinque, potrebbe subire modifiche con il nuovo sistema. Le squadre che mantenessero l'attuale 5+5 potrebbero affrontare un aumento della responsabilità fiscale, mentre quelle già allineate con il 6+6 potrebbero incontrare diversi calcoli finanziari.

La FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) è coinvolta nelle consultazioni, con Gherardini che promuove le riforme insieme a Gigi Datome, allenatore della nazionale, e Salvatore Trainotti, direttore generale della Reyer Venezia. I tempi indicati suggeriscono una potenziale implementazione a partire dalla stagione 2025-26.

Per il basket italiano, questi cambiamenti potrebbero avere ripercussioni significative. Innanzitutto, potrebbero alterare le dinamiche di costruzione dei roster, con possibili effetti domino sui minuti di gioco per i giocatori di formazione italiana. In secondo luogo, il sistema di quote sincronizzato potrebbe influenzare le strategie di reclutamento, incentivando i club a investire maggiormente nello sviluppo di talenti italiani. Infine, la graduale eliminazione dell'opzione 5+5 potrebbe rimescolare l'equilibrio competitivo, con implicazioni sia per i mercati più piccoli che per la sostenibilità finanziaria di alcuni club.

Mentre la LBA valuta l'equilibrio finanziario e l'integrità competitiva del campionato, gli esiti di questi colloqui plasmeranno il futuro dello sport per gli anni a venire. Restate sintonizzati mentre il percorso evolutivo viene definito, con una potenziale revisione nei prossimi mesi.