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Serie A

Come si costruisce un roster in Serie A: stranieri, formati italiani e vincoli

Il campionato italiano di basket di Serie A opera secondo una serie di rigide normative che dettano la composizione del roster di ciascuna squadra. Nello specifico, i club devono scegliere tra due formule di roster — 5+5 o 6+6 — per la combinazione di giocatori stranieri e nati in Italia presenti a referto. La scelta tra queste formule non è una semplice questione tecnica; comporta incentivi e sanzioni economiche che plasmano la strategia di mercato di ogni squadra.

Redazione «Fuori dall'Arco»7 settembre 2026Rubrica: Serie A
05Jul2016Gilas Toss
Nella foto: 05Jul2016Gilas Toss · Foto di King Rodriguez / Presidential Photographers Division · Public domain · Wikimedia Commons

Le due formule di roster che plasmano ogni squadra di Serie A

Dalla stagione 2018-19, i club di Serie A hanno dovuto scegliere tra due formule di roster:

  1. 5+5: un massimo di 5 giocatori stranieri provenienti da qualsiasi paese, più almeno 5 giocatori di formazione italiana.
  2. 6+6: fino a 6 giocatori stranieri provenienti da qualsiasi paese, più almeno 6 giocatori di formazione italiana.

Questi limiti si applicano ai giocatori a referto, non all'intero organico della squadra. Lo status di formazione italiana è diventato più importante, poiché viene ormai trattato come una categoria distinta dalla cittadinanza italiana.

Quando queste regole sono state introdotte, la Lega Basket Serie A ha sottolineato che avrebbero reso il campionato "più italiano". Con 12 giocatori a referto, i club possono schierare un massimo di 6 giocatori stranieri e un minimo di 6 italiani, oppure 5 stranieri e 5 italiani qualora optino per una lista di 10 giocatori come previsto dalla formula 5+5. I criteri precisi per essere considerati di formazione italiana sono dettagliati nei regolamenti della LBA.

Cosa si intende per "formazione italiana" e perché è importante

La categoria della "formazione italiana" è distinta dalla cittadinanza italiana. I giocatori vengono classificati di formazione italiana se soddisfano specifici criteri stabiliti dalla Lega Basket e dalla Federazione Italiana Pallacanestro (FIP).

Per esempio, i giocatori che si sono formati in Italia per un certo numero di anni possono qualificarsi come di formazione italiana, anche se sono in possesso di un passaporto straniero. Al contrario, alcuni titolari di passaporto italiano potrebbero non soddisfare tali criteri. Questa distinzione fa sì che il bacino di giocatori di formazione italiana a disposizione di ciascun club possa includere cittadini stranieri cresciuti cestisticamente nel sistema italiano.

Incentivi, sanzioni e perché i club scelgono il 5+5 o il 6+6

La scelta tra 5+5 e 6+6 non riguarda solo il numero di stranieri sul parquet; comporta anche incentivi e sanzioni economiche.

I club che hanno scelto la formula 5+5 possono accedere a un premio di valorizzazione per i giocatori italiani distribuito dalla federazione. Al contrario, coloro che optano per la formula 6+6 sono esclusi da questi premi e devono pagare una luxury tax di 40.000 €. Questi fattori finanziari influenzano in modo significativo la strategia di mercato di ogni club e l'equilibrio tra giocatori stranieri e nati in Italia cercati sul mercato. I meccanismi e i criteri precisi per questi incentivi e sanzioni economiche sono dettagliati nei regolamenti della FIP e della Lega Basket.

Il quadro giuridico e sull'immigrazione dietro ogni ingaggio straniero

Dietro ogni ingaggio straniero in Serie A si cela un intreccio di requisiti legali e di immigrazione che i club devono gestire. La Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) disciplina il tesseramento di tutti i giocatori italiani e stranieri. Per i giocatori extracomunitari, i club devono richiedere visti o permessi di soggiorno rinnovabili tramite la FIP, seguendo le linee guida stabilite dalla circolare del CONI del 24 luglio 2018 e dalle DOA.

I regolamenti sono chiari: i giocatori extracomunitari non possono essere tesserati online. Devono essere in possesso di un adeguato permesso di soggiorno che copra l'intera stagione sportiva. Un permesso per turismo, sport dilettantistico o per "lavoro subordinato/sport" che non soddisfi i criteri professionistici stabiliti dalla FIP è insufficiente ai fini del tesseramento.

In una pronuncia del 2017 pubblicata sulla Rivista di Diritto Sportivo del CONI, è stato ribadito che, ai sensi dell'articolo 1, comma 9 del Regolamento Esecutivo Tesseramento della FIP, tutti i giocatori extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno valido per l'intera stagione sportiva al momento del tesseramento. Il legale rappresentante della società è responsabile della verifica di queste informazioni. Il solo visto o una richiesta di permesso in corso di trattazione non sono sufficienti per il tesseramento.

Inoltre, i regolamenti vigenti della FIP ribadiscono che tutti gli atleti stranieri, indipendentemente dalla loro categoria nazionale, devono seguire queste regole di tesseramento. Ciò significa che i club non possono eludere la procedura centrale di tesseramento per i giocatori stranieri.

Come queste regole plasmano la narrazione di mercato e i trasferimenti estivi

Queste normative condizionano in modo significativo il modo in cui i club allestiscono i propri roster e le narrazioni che costruiscono attorno ai propri movimenti estivi. La scelta tra 5+5 e 6+6 non è una semplice decisione societaria; è un impegno pubblico che definisce la strategia del club per la stagione.

I club che scelgono la struttura 5+5 segnalano un impegno a sviluppare e mettere in mostra il talento italiano. Questa scelta può essere dettata dal desiderio di accedere al premio di valorizzazione per i giocatori italiani. D'altra parte, la scelta del 6+6 indica un club che punta a massimizzare il talento straniero, accettando la luxury tax come costo per schierare più atleti internazionali.

Tuttavia, ciò non significa che le squadre che scelgono il 6+6 stiano trascurando i giocatori italiani. Alcuni giocatori stranieri possono ottenere la qualifica di formazione italiana se soddisfano criteri specifici. I club si muovono quindi in un contesto complesso in cui sviluppo dei giocatori, nazionalità e segnali internazionali attraverso la composizione del roster si intersecano costantemente.

È anche importante notare che la quota di formazione italiana può incentivare la crescita di determinati giocatori. I giovani giocatori nati in Italia possono avere maggiori opportunità di sviluppare le proprie capacità se un club opta per la struttura 5+5. Al contrario, la scelta del 6+6 potrebbe concentrarsi maggiormente su innesti stranieri in grado di portare talento di primo piano ed esperienza internazionale sul parquet.

Inoltre, le narrazioni pubbliche sui trasferimenti estivi spesso non possono essere comprese senza tenere conto di questi regolamenti. Un club potrebbe dare priorità ai giocatori italiani per segnalare al pubblico e alla federazione il proprio impegno nella "valorizzazione" del talento italiano, anche quando questa non sia la sua strategia principale.

L'impatto duraturo di queste regole sul mercato estivo

Comprendere queste normative può aiutare i lettori a interpretare le dinamiche attorno ai trasferimenti estivi in Serie A. Quando un club annuncia di aver scelto la formula 5+5 o 6+6, svela la propria strategia per la stagione. Questa scelta determina quanti giocatori stranieri il club possa ingaggiare, quanto possa incassare in premi o debba pagare in tasse, e dove concentrerà i propri sforzi sul mercato: sul talento straniero o sulla valorizzazione dei giocatori italiani.

Con l'avanzare della stagione, queste regole influenzeranno le dinamiche sul campo. Un club con un roster 6+6 potrebbe fare maggiore affidamento sul talento straniero, mentre una squadra 5+5 potrebbe trovarsi nella necessità di massimizzare il contributo dei propri giocatori di formazione italiana. Tenere a mente questi regolamenti può fornire una griglia utile per interpretare le strategie dei club e le narrazioni che animano le discussioni sul mercato estivo.

In conclusione, la scelta tra le formule di roster 5+5 e 6+6 è un impegno pubblico che vincola l'equilibrio tra i giocatori stranieri e di formazione italiana che un club schiererà, i premi o le tasse in cui incorrerà e la strategia che perseguirà sul mercato. Comprendere queste regole permette ai lettori di interpretare i trasferimenti estivi e la retorica dei club sulla "valorizzazione dei giocatori italiani" alla luce dei rigidi regolamenti documentati dalla FIP e dalla Lega Basket Serie A.

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