Corriere di Siena
Siena - CI SIAMO. E' arrivato il giorno atteso da più di un mese, da quei 15 dicembre in cui la Montepaschi giocò la sua ultima partita casalinga delia reguiar season di Euroleague. E che partita: c'era il Barcellona, c'era il tutto esaurito. Stasera ci sarà un'altra spagnola, per la prima volta contro la Montepaschi, forse non il tutto esaurito ma comunque un pubblico di stampo europeo. «In questo girone è difficile fare pronostici - assicura Simone Pianigiani alia vigilia della sfida con Bilbao - un girone molto difficile da decifrare. Al di là della forza del Real che è una spanna sopra le altre, la classifica potrebbe decidersi per dettagli, per episodi, per differenze canestri. In questa situazione e nell'ottica di fare qualcosa di straordinario per tenere il livello di squadre più fisiche e forse anche più in forma, avere la spinta di un fattore campo forte, presente fin dalla prima gara potrebbe fare la differenza. Un fattore campo che possa mettere il timbro in un'atmosfera speciale con il rapporto tra squadra e pubblico, tra pubblico e squadra che a Siena si intreccia in modo straordinario». Sarà una partita durissima, soprattutto in termini fisici. «Sì, è vero, i presupposti sono quelli. Tutte le partite sono un po' spareggi con questa formula. Solo 6 gare con l'esordio per noi in casa e poi due trasferte. E' ovvio che dobbiamo cercare di fare subito qualcosa di importante. Giochiamo contro una squadra tosta che come stile di gioco è molto diversa da quelle italiane. Una squadra che ti può attaccare in post basso anche con il 2, di sicuro con il 3, per non parlare dei 4 e dei 5. Questo testimonia la loro stazza fisica, i problemi che potrebbero crearci a rimbalzo dove sono una squadra incredibilmente potente. Una squadra di grande taglia anche in difesa dove mette tanti corpi per chiudere l'area. Una squadra ruvida, insomma, che gioca molto bene anche con i blocchi ciechi, e nelle posizioni di spalle a canestro più o meno in tutti i ruoli». «Cosa dobbiamo fare noi? Di sicuro tenere a rimbalzo perché questo significa giocare in contropiede e in velocità. Non siamo ancora ai meglio, questo è vero, ma io stimolo che queste gare danno ci deve permettere di far vedere qualcosa di più, qualcosa di eccezionale».
Federico Cappelli